Quinta relazione annuale sull’applicazione della Carta dei diritti fondamentali Ue

Lo scorso maggio la Commissione europea ha pubblicato la Quinta Relazione annuale sull’applicazione, da parte dell’Unione europea e dei Paesi membri, della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione (la Carta) relativa al 2014.

La Carta, firmata a Nizza nel 2000, ha lo stesso valore giuridico dei Trattati dal 1 dicembre 2009 (data di entrata in vigore del Trattato di Lisbona) e ha acquisito sempre più importanza nel corso degli anni. Basti pensare che nel 2014 ben 210 decisioni tra quelle emesse dalla General Court, dal Civil Service Tribunal e dalla Corte di Giustizia hanno fatto riferimento alla Carta, rispetto alle 43 del 2011, alle 87del 2012 e alle 114 del 2013.

Con riguardo alla tutela antidiscriminatoria, la relazione sottolinea che la Commissione europea,  nella lettera formale di notifica con cui ha iniziato la procedura di infrazione nei confronti di uno Stato europeo perché questi aveva segregato dei bambini rom, ha fornito una lettura della giurisprudenza della Corte di Corte di Giustizia alla luce dell’art. 21 ‘Non discriminazione’ della Carta (p.8 della Relazione).  Desta anche preoccupazione “la minaccia di discriminazione attraverso il “profiling” e l’asimmetria di potere tra coloro i quali detengono i dati e coloro che volontariamente, o involontariamente, li forniscono” (p. 12 della Relazione, traduzione nostra).

La Quinta Relazione

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