Idoneità alloggiativa: costo illegittimo, i Comuni di Seriate ed Albino (BG) revocano le ordinanze e rimborsano

Con le delibere n. 201 del 30.11.2015 e n. 278 del 30.11.2015, i comuni di Seriate e Albino, in provincia di Bergamo, hanno revocato le ordinanze con cui avevano deciso di aumentare a dismisura il costo del certificato di idoneità alloggiativa.

Il documento, necessario  ai cittadini stranieri per avviare le pratiche di ricongiungimento familiare o la richiesta di permesso di soggiorno di lungo periodo, aveva raggiunto costi esorbitanti,  a seguito di provvedimenti adottati dai suddetti Comuni che avevano l’importo del tributo ( Albino: € 160,00; Seriate: € 220,00).
Sollecitata anche da cittadini stranieri e associazioni del territorio che da mesi protestano contro l’aumento, ASGI aveva inviato inizialmente una lettera ai Comuni,  invitandoli a ripristinare gli importi precedenti.

Ora, a seguito della causa promossa da ASGI con CGIL Bergamo e cooperativa RUAH, assieme a quattro cittadini stranieri, i comuni di Seriate e Albino hanno deciso di accogliere le richieste dei ricorrenti, senza attendere la prima udienza fissata per il 22 dicembre davanti al Tribunale di Bergamo.

Lo stesso Tribunale, in effetti, aveva già condannato altri due comuni bergamaschi (Bolgare e Telgate, la prima delle due cause seguita sempre da ASGI) sulla medesima identica questione, ritenendo discriminatoria la strategia delle amministrazioni locali.

Tali delibere non risultavano affatto giustificate da una effettiva corrispondenza con la prestazione erogata, come ben risulta dal fatto che l’importo richiesto era enormemente superiore alla media di quanto viene richiesto negli altri Comuni italiani, ovvero € 30,00 – 50,00.

Le stesse Amministrazioni di Seriate ed Albino hanno anche deliberato di restituire la differenza di importo a tutti gli stranieri che nel frattempo hanno pagato per ottenere il certificato d’idoneità alloggiativa.
A livello nazionale si ricorda che è stato infine recentemente approvato un ordine del giorno che impegna il Governo ad elaborare “criteri certi e univoci per la determinazione dell’importo delle tasse relative al rilascio dell’attestazione di idoneità alloggiativa” con la fissazione di una “soglia massima da stabilirsi eventualmente a cura del Governo medesimo”, anche in ragione della necessità di garantire il rispetto della Direttiva 2003/86/CE sul diritto all’unità familiare.

“Una grande ulteriore vittoria per noi e per le altre associazioni che hanno partecipato alla causa e che si battono per la parità di trattamento” hanno affermato Marta Lavanna e Alberto Guariso, avvocati dell’ASGI.

Foto Credit: Matteo Paciotti Flickr CC

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