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Tribunale di Padova, ordinanza 12 aprile 2022

La delibera della Giunta regionale Veneto n. 753 del 4.06.19, nella parte in cui prevede che non possano essere iscritti al SSN i familiari extra UE di cittadini dell'UE titolari di Carta di soggiorno in quanto genitori ultrasessantacinquenni di cittadini dell'Unione entrati dopo il 5.11.08, costituisce discriminazione ponendosi in contrasto con gli artt. 19 e 23 d.lgs. 30/07.

Tribunale di Torino, sentenza 25 marzo 2022

La revoca del RDC disposta dall’INPS e la conseguente richiesta di restituzione delle somme percepite per carenza del requisito di residenza decennale è illegittima in quanto l’Istituto aveva disposto le verifiche solo nell’ultimo comune di residenza, mentre non aveva tenuto conto di un pregresso periodo di residenza precedente a una cancellazione per irreperibilità e dunque il requisito dei 10 anni di residenza richiesta dalla legge risulta perfettamente integrato.

Tribunale di Foggia, sentenza del 23 febbraio 2022

Sussiste il diritto dei titolari di permesso di soggiorno per richiesta asilo a percepire l'indennità di disoccupazione agricola in quanto, a differenza dei lavoratori stagionali che hanno l'autorizzazione a svolgere attività lavorativa sul territorio nazionale fino ad un massimo di nove mesi in un periodo di dodici mesi, i richiedenti asilo, ai sensi dell’articolo 22 d.l.vo 142/2015, possono svolgere attività lavorativa decorsi 60 giorni dalla presentazione della domanda, senza limiti di tempo.

Tribunale di Milano, ordinanza 22 febbraio 2022

Costituisce discriminazione la condotta della Presidenza del Consiglio dei Ministri, Dipartimento per le Politiche della Famiglia, consistente nell’esclusione dal portale per la presentazione delle domande di “carta della famiglia” i cittadini extra UE in quanto tale esclusione è in contrasto con le direttive UE 2011/98; 2003/09, 2011/95, 2009/50, contrasto accertato dalla CGUE con sentenza del 28 ottobre 2021 n. 462 a seguito di rinvio pregiudiziale, sicché la Presidenza deve modificare il DPCM 27.6.2019 nelle parti in contrasto con le suddette norme e pertanto garantire l’accesso alla prestazione, a parità di condizioni con i cittadini italiani, ai cittadini stranieri titolari di permesso di soggiorno di lungo periodo, di permesso unico lavoro, di permesso “carta blu”, di status di rifugiato o di protezione sussidiaria; la amministrazioni sono altresì convenute in solido tra loro a pagare alle associazioni ricorrenti, ai sensi dell’art. 614 bis c.p.c., euro 100 per ogni giorno di ritardo nell’adempimento dei predetti obblighi di modifica a decorrere dal 90mo giorno successivo alla notifica dell' ordinanza;

Tribunale di Roma, ordinanza 31 gennaio 2022

Sussiste il diritto all'immediata attivazione della carta elettronica prepagata Postepay Card per una richiedente asilo, titolare della ricevuta della domanda del permesso di soggiorno, essendo sussistenti sia il fumus boni iuris che il periculum in mora in quanto, in particolare il periculum, è insito nel riconoscimento del diritto della ricorrente alla erogazione e, quindi, alla percezione, del bonus spesa Covid – 19, misura emergenziale volta a garantire proprio le primarie necessità dei cittadini italiani e stranieri maggiormente colpiti dall’emergenza sanitaria.

Tribunale di Foggia, sentenza 28 gennaio 2022

La condotta del Comune di Manfredonia, consistente nell’aver negato a una titolare di permesso unico lavoro l’assegno di maternità di base ex art. 74 d.lgs. 26 marzo 2001 n. 151 per mancanza del requisito della titolarità di permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo costituisce discriminazione in quanto l’art. 12, paragrafo 1, lettera e), della direttiva n. 2011/98/UE, sulla parità di trattamento tra cittadini di Paesi terzi e cittadini degli Stati membri è direttamente applicabile nell'ordinamento italiano.

Tribunale di Bari, ordinanza 21 gennaio 2022

La disposizione di cui all’art. 2, comma 6 bis D.L. 69/1988 ai sensi della quale non possono essere considerati i familiari residenti all'estero ai fini del riconoscimento dell'Assegno al nucleo familiare, costituisce discriminazione e deve essere disapplicata in virtù del principio del primato del diritto dell'Unione, secondo quanto ripetutamente affermato dalla Corte di Giustizia, sicché il principio di parità di trattamento nell'accesso alle prestazioni sociali di cui all'art. 11 della direttiva 2003/109/UE, essendo sufficiente preciso e incondizionato, è da considerarsi direttamene applicabile nell'ordinamento italiano.

Tribunale di Monza, ordinanza 13 gennaio 2022

Sussiste il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale da discriminazione in capo al cittadino straniero che si veda escluso dalla graduatoria per l’accesso agli alloggi ERP a causa della illegittima domanda di documenti non richiesti al cittadino italiano comprovanti la “impossidenza” di immobili all’estero, qualora il giudizio si concluda allorché l’inserimento in graduatoria non è più possibile per avere la stessa cessato ogni efficacia; a tal fine non osta il fatto che il richiedente non abbia subito un effettivo danno patrimoniale.

Tribunale di Monza, ordinanza 9 dicembre 2021

Sussiste il diritto al risarcimento del danno non patrimoniale da discriminazione in capo al cittadino straniero che si veda escluso dalla graduatoria per l’accesso agli alloggi ERP a causa della illegittima domanda di documenti non richiesti al cittadino italiano comprovanti la “impossidenza” di immobili all’estero, qualora il giudizio si concluda allorché l’inserimento in graduatoria non...

Tribunale di Milano, ordinanza 1 dicembre 2021

Costituisce discriminazione la condotta tenuta dalla Regione Liguria consistente nell'aver dato indicazioni agli enti del servizio sanitario regionale nel senso di escludere i cittadini extra UE non titolari del permesso di lungo soggiorno che intendevano accedere alla misura economica di euro 350 come regolata dalla delibera regionale n. 1106/2006 (fondo regionale non autosufficienze) sicché la Regione deve riaprire i termini per la presentazione delle domande per un periodo di almeno tre mesi consentendo la presentazione delle domande a chi non l'aveva fatto in precedenza nonché pubblicare l'ordinanza sulla home page del sito istituzionale.

Tribunale di Ancona, sentenza del 24 novembre 2021

Sussiste il diritto a percepire l'assegno mensile di assistenza di cui all'art. 13 della l. 118/1971 del richiedente con invalidità al 70%, titolare del permesso di soggiorno per cure mediche, in quanto, seppur la durata di tale permesso sia inferiore a un anno, il richiedente è legalmente soggiornante sul territorio italiano da tempo apprezzabile e con carattere non episodico, sicché deve ritenersi discriminatorio il rifiuto opposto dall'INPS al riconoscimento di una prestazione ritenuta "essenziale" dalla Corte Costituzionale a un soggetto extracomunitario in tali condizioni.

Corte d’Appello Catania, Decisione del 27 settembre 2021

Il provvedimento del Giudice di Catania riguarda una richiesta di liquidazione dell’indennità per l’irragionevole durata del giudizio, di cui all’art. 2-bis della legge “Pinto” (legge n. 89 del 24.3.2001) in un caso di ricorso in materia dello status di rifugiato durato complessivamente 4 anni, 2 mesi e 20 giorni. Il Giudice rileva che il Legislatore...

Tribunale di Matera, ordinanza 12 settembre 2021

Il requisito della residenza -intesa come iscrizione anagrafica- al fine di partecipare al bando di cui alla DGR n. 633 del 17.2.2020 della Regione Basilicata per l'acquisto di dispositivi informatici in concomitanza con l'emergenza sanitaria costituisce discriminazione diretta e irragionevole per motivi di nazionalità nei confronti degli stranieri irregolari con prole in situazione di obbligo di istruzione, sicché la Regione Basilicata è tenuta a riaprire i termini per la presentazione della domanda di accesso alla misura di sostegno.

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