Banca Dati

Corte di Giustizia dell’Unione Europea, sentenza 9.7.2015, causa K. e A. C-153/14

Gli Stati membri possono esigere dai cittadini di paesi terzi che essi superino un esame di integrazione civica, che comprende la valutazione della conoscenza elementare sia della lingua che della società dello Stato membro interessato e che comporta il pagamento di diverse spese, prima di autorizzare l’ingresso e il soggiorno dei suddetti cittadini sul proprio...

Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza del 15 settembre 2015, causa C – 67/14

Non è contraria al principio di parità di trattamento tra cittadini dell’Unione sancito dall’art. 4 del Regolamento CE 883/04 e dall’art. 24, comma 1, Direttiva 2004/38, una norma del diritto nazionale che, usufruendo della facoltà di deroga prevista dal comma 2 del predetto art. 24, esclude dal godimento di una “prestazione di assistenza sociale” (nella...

Corte di Giustizia dell’Unione Europea, sentenza del 10 settembre 2015, causa C – 151/14

Il requisito della cittadinanza, richiesto in Lettonia ai fini dell’accesso alla professione notarile, è discriminatorio e in contrasto con il principio della libertà di stabilimento previsto dall’art. 49 TFUE in quanto i notai esercitano una libera professione in condizioni di concorrenza, senza una partecipazione diretta e specifica all’esercizio dei pubblici poteri, unica ragione giustificatrice di...

Corte di giustizia dell’Unione Europea, sentenza del 2 settembre 2015, causa C – 309/14

L’art. 5, comma 2 ter TUI – nella parte in cui impone ai cittadini di paesi terzi che chiedono il rilascio o il rinnovo di un permesso di soggiorno di pagare un contributo di importo variabile tra 80 € e 200 € – è in contrasto con la direttiva 2003/109; tale importo è sproporzionato rispetto...

Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza del 18 giugno 2015, causa C‑9/14

L’articolo 39, paragrafo 2, CE deve essere interpretato nel senso che esso non osta a che uno Stato membro, ai fini dell’imposta sul reddito di un lavoratore non residente che ha svolto attività lavorative in tale Stato membro durante parte dell’anno considerato, rifiuti di concedere a tale lavoratore un’agevolazione fiscale che tenga conto della sua...

Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza dell’11 giugno 2015, causa C‑554/13

Le autorità nazionali competenti, nello stabilire se un cittadino di un paese terzo il cui soggiorno è irregolare costituisca un pericolo per l’ordine pubblico ai sensi dell’articolo 7, paragrafo 4, della direttiva 2008/115, devono effettuare ogni volta una valutazione caso per caso al fine di determinare l’interesse di ordine pubblico che intendono tutelare.Tuttavia gli Stati...

Corte di giustizia dell’Unione europea – Conclusioni dell’avvocato generale nella causa C-299/14

Secondo l’avvocato generale Wathelet, ai cittadini dell’Unione che si trasferiscono in uno Stato membro di cui non hanno la nazionalità possono essere negate talune prestazioni sociali durante i primi tre mesi.Tuttavia, essi non possono essere esclusi, durante questo periodo, da prestazioni intese a facilitare l’accesso al mercato del lavoro senza che dare loro la possibilità di...

Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza del 4 giugno 2015, causa C‑579/13

Gli Stati membri possono imporre ai cittadini di paesi terzi, che siano soggiornanti di lungo periodo, l’obbligo di superare un esame di integrazione civica.Tuttavia, le modalità di applicazione di tale obbligo non devono essere tali da compromettere la realizzazione degli obiettivi perseguiti dalla direttiva relativa ai soggiornanti di lungo periodo.

Corte di giustizia dell’Unione europea, sentenza del 23 aprile 2015, causa C-260/13

Il titolare di una patente di guida può vedersi rifiutare da un altro Stato membro il diritto di guidare nel territorio di tale Stato dopo avervi commesso un’infrazione stradale di natura tale da determinare la sua inidoneità alla guida.Tuttavia tale diritto non deve essere negato indefinitamente e i requisiti imposti per la sua riacquisizione devono rispettare...

Corte di giustizia dell’Unione europea – Conclusioni dell’avvocato generale nella causa C-67/14

Secondo l’avvocato generale Melchior Wathelet aicittadini dell’Unione che si spostano verso uno Stato membro del quale non hanno la cittadinanza per cercarvi lavoro possono essere negate talune prestazioni sociali.Tuttavia, quando la persona interessata vi abbia già esercitato un’attività lavorativa, tali prestazioni non le possono essere rifiutate automaticamente, senza esame individuale .

Corte di giustizia dell’Unione europea – Conclusioni dell’Avvocato generale nella causa C-153/14

A parere dell’avvocato generale Juliane Kokott il ricongiungimento familiare di coniugi cittadini di paesi terzi può essere subordinato, in linea di principio, al superamento da parte del coniuge che intenda avvalersi del ricongiungimento, di un esame di lingua e di cultura del paese.In caso di irragionevolezza ovvero di circostanze particolari dovrebbe essere comunque possibile, nel singolo...

Corte di giustizia europea, sentenza del 26 febbraio 2015, causa C-623/13

I redditi patrimoniali dei residenti in Francia che lavorano in un altro Stato membro non possono essere soggetti ai contributi sociali francesi. Comunicato stampa Conclusioni dell’Avvocato generale   SENTENZA DELLA CORTE (Prima Sezione) 26 febbraio 2015 «Rinvio pregiudiziale – Previdenza sociale – Regolamento (CEE) n. 1408/71 – Articolo 4 – Ambito di applicazione ratione materiae – Prelievi sui redditi patrimoniali – Contributo...

Numero dei documenti:

Tematica

Area d’interesse

Sotto area d’interesse

Provenienza / Organo emanante

Tipologia del documento

Anno

Data

Ricerca libera

Ricerca solo nel titolo

Ricerca solo nel testo

Tags

Ordina la ricerca