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Corte d’Appello di Trieste, sentenza 10 agosto 2017

La controversia avente ad oggetto il diritto soggettivo a non essere discriminati nell’accesso al lavoro, benché proposta secondo il rito sommario di cognizione, è correttamente assegnata in primo grado al giudice del lavoro, sicché, in assenza di una disciplina speciale per l’impugnazione ex art. 702 quater cpc, l’appello avverso l’ordinanza che la decide deve essere proposto secondo il rito che sarebbe stato ordinariamente seguito in primo grado, cioè secondo il rito del lavoro; conseguentemente deve essere dichiarato inammissibile l’appello proposto con citazione notificata entro 30 giorni, ma iscritta a ruolo successivamente.

Corte d’Appello di Milano, sentenza 28 luglio 2017

I cittadini extra UE familiari di cittadini dell'Unione hanno diritto – in applicazione del principio di parità di trattamento previsto dall'art. 19 d.lgs 30/2007 attuativo della direttiva 2004/38 e dell’art. 12 della direttiva 2011/98 – come confermato dalla CGUE 21 giugno 2017 in materia di assegno nucleo familiare numeroso – di beneficiare del bonus bebè di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014 e dell'assegno di maternità di cui all'art. 74 d.lgs.151/2001e il diniego di detta prestazione costituisce discriminazione.

Corte d’appello di Firenze, sentenza del 11 maggio 2017

Il cittadino extra UE che non è titolare di permesso di lungo periodo ha comunque diritto di beneficiare del cd. assegno sociale di cui all’art. 3, comma 6, L. 335/95 poiché l'introduzione successiva del requisito di 10 anni di residenza per cittadini italiani e stranieri ad opera dell'art 20 comma 10 d.l. 112/2008 conv. L. 133/2008 ha implicitamente abrogato il requisito del permesso di lungo periodo previsto dall’art. 80 comma 19 della L. (finanziaria) n.388/2000

Corte d’appello di Milano, sez. persone, minori e famiglia, sentenza 9.3.2017

La Corte d’appello di Milano ha riconosciuto la protezione umanitaria ad un cittadino del sud del Mali, peraltro ritenuto poco credibile in relazione alla sua narrazione, attesa la situazione di grave instabilità ed il rischio di attentati terroristici incombenti sul Paese Protezione internazionale – cittadino del Mali proveniente dalla zona di Kayes – domanda di...

Corte d’appello Milano, sez. persone famiglia e minori, sentenza 28.2.2017

La Corte d’appello di Milano ha riconosciuto il permesso di soggiorno per motivi umanitari ad un cittadino del Pakistan in considerazione sia della situazione di instabilità del Paese che dell’ottimo inserimento sociale e lavorativo dell’appellante che ha documentato l’esistenza di un contratto di lavoro e di percepire un reddito superiore ai mille euro mensili Protezione...

Corte d’Appello di Milano, sentenza del 23 febbraio 2017

Il divieto di comportamenti ritorsivi di cui all'art. 4 bis d.lgs 215/2003 opera non solo in favore di coloro che sono stati vittima di una discriminazione ma anche in favore di coloro che, pur non essendo stati direttamente vittime di una discriminazione, hanno comunque agito a tutela della parità di trattamento per spirito di solidarietà con il gruppo protetto (nella specie tale principio è stato affermato con riferimento alla affissione di cartelli che definivano “comunistoidi” e “suonatori suonati” cittadini che avevano agito per la rimozione di cartelli discriminatori nei confronti degli stranieri pur non essendo essi stessi stranieri)

Corte d’appello di Milano, sez. persone minori e famiglia, sentenza 20.2.2017

E’ riconosciuta la protezione umanitaria ad un cittadino del Mali, sia in considerazione della grave instabilità del Paese di origine che della sua fragilità estrema e del suo tentativo di superare la sua condizione di analfabeta frequentando corsi di alfabetizzazione. Protezione internazionale -cittadino maliano – appello avverso la decisione del tribunale che confermava il rigetto...

Corte d’appello di Torino, II sez. civ., sentenza 7.2.2017

La corte territoriale riconosce il diritto alla protezione umanitaria ad un cittadino gambiano sia in ragione del concreto rischio di essere ingiustamente incarcerato in Gambia in condizioni detentive particolarmente dure, che dell’elevato grado di inserimento e radicamento sociale raggiunto durante la sua permanenza in Italia(apprendimento della lingua italiana, e stabile occupazione lavorativa). Nel percorso motivazionale...

Corte d’appello di Torino, II sez. civ., sentenza 7.2.2017

Corte d’appello di Torino, II sez. civ., sentenza 7.2.2017 La corte territoriale riconosce il diritto alla protezione umanitaria ad un cittadino gambiano sia in ragione del concreto rischio di essere ingiustamente incarcerato in Gambia in condizioni detentive particolarmente dure, che dell’elevato grado di inserimento e radicamento sociale raggiunto durante la sua permanenza in Italia(apprendimento della...

Corte d’Appello di Torino, sentenza del 16 gennaio 2017

Registro dei giornali e periodici – mancata iscrizione per carenza del requisito della cittadinanza italiana o UE del direttore responsabile – art. 3 L. n. 47/48 – ratio della norma - possibilità di interpretazione conforme ai principi costituzionali di uguaglianza e ragionevolezza - illegittimità della mancata iscrizione - discriminazione - sussistenza

Corte d’Appello di Bologna, sentenza del 3 gennaio 2017

L'appello proposto avverso una ordinanza emessa dal giudice del lavoro in materia di discriminazione, secondo il rito previsto dagli artt. 28 dlgs 150/11 e 702 bis .cp.c., deve essere proposto nei termini previsi dall’art. 702 quater e pertanto entro 30 giorni dalla comunicazione o notificazione dell’ordinanza; è pertanto inammissibile l’appello proposto nei termini di cui agli art. 326 e 327 c.p.c. in quanto tardivo.

Corte d’Appello di Brescia, sentenza del 8 novembre 2016

Costituisce discriminazione il comportamento dell’INPS che non consente il computo nel nucleo familiare del cittadino straniero lungosoggiornante – ai fini del pagamento del relativo assegno – dei familiari residenti all’estero, mentre ne consente il computo per il cittadino italiano; tale disparità di trattamento, benché prevista dall’art. 2, commi 6 e 6bis, L. 153/88, è in contrasto con il principio sovraordinato di parità tra italiani e stranieri lungosoggiornanti contenuto nell’art. 11 Direttiva 109/2003 e riguardante tutte le prestazioni avventi carattere essenziale, tra le quali rientra anche quella in questione.

Corte d’appello di Napoli, sezione persone, famiglia, minorenni, ordinanza del 6 novembre 2016

L’impugnazione in tribunale del provvedimento negativo della Commissione territoriale per il riconoscimento della protezione internazionale comporta la sospensione automatica del provvedimento impugnato che perdura fino all’adozione del provvedimento definitivo, sicché è inammissibile l’istanza di sospensiva avanzata in occasione dell’appello avverso l’ordinanza di primo grado. protezione internazionale – appello avverso ordinanza del tribunale – istanza separata...

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