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Tribunale di Milano, ordinanza del 2 dicembre 2016

il cd. bonus bebè di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014 rientra tra le prestazioni di sicurezza sociale di cui al regolamento 883/04 e pertanto trova applicazione il principio di parità di trattamento previsto dall’art. 12 della direttiva 2011/98 e l’esclusione di una cittadina extra UE titolare di un permesso di soggiorno che consente di lavorare dalla prestazione costituisce...

Tribunale di Catania, sez. I civ. ordinanza 22.6.2016

Il Tribunale di Catania ha riconosciuto lo status di rifugiato ad un cittadino maliano ritenendo credibile la versione dei fatti riferita dal ricorrente in quanto compatibile con i dati oggettivi risultanti dai più recenti report internazionali. Il Giudice ha reputato la situazione attuale del Mali, in particolare nella regione di Gao, “altamente a rischio”, soprattutto...

Corte d’appello di Trieste, sez. I civ. sentenza 14.6.2016

La Corte d’Appello di Trieste, confermando un orientamento ormai consolidato, riconosce la protezione sussidiaria ad un cittadino pakistano proveniente dalla provincia del Kashmir. In particolare, la Corte esercita il potere istruttorio attribuito al Giudice in tema di protezione internazionale e, richieste le informazioni relative al Paese d’origine alla Commissione Nazionale Asilo a norma dell’art. 8...

Tribunale di Bologna, sez. I civ. ordinanza 9.6.2016

L’obbligo di traduzione degli atti emanati dalla P.A. e diretti a cittadini stranieri non è soddisfatto dalla traduzione nelle lingue veicolari del provvedimento negativo della Commissione territoriale per il riconoscimento dello status di rifugiato, quando non è motivata l’impossibilità di traduzione in lingua conosciuta. Tuttavia, tale omissione, lungi da determinare la nullità dell’atto, costituisce causa...

Tribunale di Arezzo, ordinanza del 9 novembre 2016

Il cittadino extra Ue familiare di cittadino italiano ha diritto – in quanto titolare della carta di soggiorno per i familiari del cittadino comunitario non aventi la cittadinanza di uno Stato membro dell'Unione europea di cui agli artt. 10 e 23 d.lgs 30/2007 – a percepire l’assegno di natalità di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014. Il diniego di detta prestazione costituisce discriminazione al cui accertamento consegue la condanna al pagamento della prestazione.

Corte d’Appello di Brescia, sentenza del 8 novembre 2016

Costituisce discriminazione il comportamento dell’INPS che non consente il computo nel nucleo familiare del cittadino straniero lungosoggiornante – ai fini del pagamento del relativo assegno – dei familiari residenti all’estero, mentre ne consente il computo per il cittadino italiano; tale disparità di trattamento, benché prevista dall’art. 2, commi 6 e 6bis, L. 153/88, è in contrasto con il principio sovraordinato di parità tra italiani e stranieri lungosoggiornanti contenuto nell’art. 11 Direttiva 109/2003 e riguardante tutte le prestazioni avventi carattere essenziale, tra le quali rientra anche quella in questione.

Tribunale di Rovereto, sez. Lavoro, ordinanza del 29 settembre 2016

Il cittadino extra Ue familiare di un cittadino dell’Unione ha diritto - in quanto titolare di un permesso di soggiorno che consente lo svolgimento di qualsiasi attività lavorativa e in applicazione del principio di parità di trattamento previsto dall’art. 12 direttiva 2011/98 - a percepire l’assegno di natalità di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014. Il diniego di detta prestazione costituisce discriminazione al cui accertamento consegue la condanna al pagamento della prestazione.

Consiglio di Stato, sezione terza, sentenza del 26 ottobre 2016

Sussiste la legittimazione ad agire di CGIL e INCA nel giudizio avente ad oggetto l’impugnazione del DM 6.10.2011 in tema di tassa per i permessi di soggiorno, in quanto tali associazioni sindacali sono portatrici di un interesse collettivo dell’intera categoria dei lavoratori stranieri all’ annullamento del predetto DM. Alla luce del principio di primazia del diritto euroeunitario deve essere...

Tribunale di Pavia, ordinanza del 21 ottobre 2016, est. Oneto

Lo straniero di cittadinanza marocchina che non sia titolare di permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, ha diritto a percepire l’assegno di natalità di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014 e il diniego di detta prestazione costituisce discriminazione al cui accertamento consegue la condanna al pagamento della prestazione. Il diritto a...

Tribunale di Milano, ordinanza del 13 ottobre 2016, est. Perillo

Lo straniero titolare di permesso unico di lavoro non ha diritto a percepire l’assegno di natalità di cui all’art. 1 comma 125 L. 190/2014 in quanto il beneficio in questione ha natura assistenziale e non rientra nel campo di applicazione del Regolamento 883/2004 e non è quindi soggetto alla clausola di parità di cui all’art...

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