Discriminatorio negare la registrazione di un giornale perché la direttrice è straniera

Lo ha affermato la Corte d’Appello di Torino in una causa promossa da una giornalista straniera lungosoggiornante con il supporto degli avvocati dell’ ASGI e dell’ANSI (Associazione Nazionale Stampa Interculturale).

La causa, proposta da ASGI e ANSI, oltre che dal direttore della testata, è sorta dopo che il rifiuto del Presidente del Tribunale di Torino, in funzione di responsabile dell’iscrizione dei giornali e dei periodici, di effettuare l’iscrizione della rivista “ProspettiveAltre” al registro, in applicazione dell’art. 3 L. n.47/48 che richiede il possesso della cittadinanza italiana o comunitaria.

Una limitazione che il collegio ha ritenuto contraria alla ratio della norma stessa individuata nella tutela “di interessi di carattere generale connessi sia alla necessità di individuare agevolmente un soggetto che possa essere chiamato a rispondere degli atti compiuti attraverso le pubblicazioni a mezzo stampa che possono assumere rilevanza sia in sede penale che in sede civile, sia dalla peculiare natura della funzione svolta dal direttore, non assimilabile ad una mera prestazione di lavoro implicando l’esercizio di poteri e facoltà latamente “politici”.

La Corte d’Appello di Torino, dapprima affermando che non è possibile ipotizzare una abrogazione, nemmeno implicita, della norma (come invece aveva affermato il Ministero della Giustizia con parere 27.9.2013 richiamando l’applicazione dell’art. 2 comma 2 del TU Immigrazione), ha riconosciuto che la ratio della stessa non è inficiata dalla mancanza della cittadinanza italiana del direttore responsabile, poiché il cittadino lungosoggiornante, stante i requisiti richiesti per il rilascio del relativo permesso, “risiede in modo continuativo nel territorio dello stato” ed è “è facilmente identificabile, anche per l’aspetto patrimoniale”.

Il collegio ha pertanto concluso che non solo è possibile ma è addirittura doverosa una interpretazione costituzionalmente orientata dell’ art.3 citato che assimili alla cittadinanza italiana e a quella comunitaria il possesso del permesso di soggiorno di lunga durata in capo al cittadino extra UE.

La sentenza

Foto credit : Pixabay

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