Espulsioni e respingimenti : la fase esecutiva

Un’utile panoramica sulle modalità di esecuzione dei provvedimenti di espulsione e respingimento alla luce delle ultime novità normative.

La previsione dell’immediata esecutività di tutti i provvedimenti espulsivi è stata introdotta con L. 189/2002 (la c.d. “Bossi-Fini”) e costituisce chiaro indice della volontà politica di allontanare velocemente gli stranieri che non hanno (ovvero non hanno più) il diritto di soggiornare legalmente in Italia, anche a discapito del concreto esercizio del diritto di difesa, come si evince chiaramente dalla previsione normativa: l’impugnazione non sospende automaticamente l’espulsione, il che significa che l’eventuale accoglimento del ricorso in opposizione al provvedimento ablativo può avvenire ad esecuzione avvenuta, quando il ricorrente è già fuori dei confini dell’UE e non potrà tornarci, se non previo rilascio di un nuovo visto d’ingresso, al pari di chi faccia ingresso ex novo nel territorio nazionale da un Paese terzo.

Una previsione così drastica è rimasta nel nostro ordinamento a lungo e non è mai stata modificata dalle differenti maggioranze governative che si sono succedute nel corso del tempo fino al 2011: i vari temperamenti all’esercizio della facoltà espulsiva previsti a tutela del diritto all’unità familiare o per i soggiornanti di lungo periodo (esaminati dettagliatamente nella scheda relativa ai profili sostanziali delle espulsioni) non hanno inciso su questo aspetto fondamentale, nonostante l’esperienza dimostri che meno della metà delle espulsioni disposte sia effettivamente eseguita, nonostante, cioè, la conclamata inefficacia di un sistema così rigido.

In questa scheda pratica l’avv. Guido Savio traccia una panoramica delle diverse modalità di esecuzione dei provvedimenti di espulsione e respingimento alla luce delle ultime novità normative come il recepimento della cd Direttiva Rimpatri con la Legge 129/2011 che ha introdotto – per la verità in misura a dir poco omeopatica – la possibilità di concedere un termine per la partenza volontaria, cioè di eseguire l’espulsione non immediatamente e comunque non coattivamente. Tuttavia, come vedremo, i casi di concessione del termine per la partenza volontaria sono talmente rari da ritenere che ben poco sia mutato nel sistema italiano di esecuzione delle espulsioni, nonostante gli obblighi comunitari.

La scheda pratica ” Espulsioni e respingimenti: la fase esecutiva

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INDICE DELLA SCHEDA

1. Il quadro generale

2. La direttiva rimpatri ed il suo recepimento nel diritto interno

2.1 Le astuzie del legislatore italiano per eludere la direttiva 2008/115/CE

3. La concessione del termine per la partenza volontaria

3.1 I casi

3.2 Le modalità della richiesta, quelle decisorie e la (dubbia) tutela

3.3 Le misure disposte a garanzia dell’adempimento nel termine

3.4 L’adempimento/inadempimento nel termine: conseguenze

4. Le forme di esecuzione dei provvedimenti ablativi con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica

4.1 L’accompagnamento alla frontiera

4.1.1 Profili d’illegittimità costituzionale

4.2 Il trattenimento nei Centri d’identificazione ed espulsione: brevi cenni generali

4.2.1 La disciplina attuale: i presupposti

4.2.2 La durata del trattenimento e la sua proroga

4.2.3 La durata del trattenimento per gli ex detenuti in carcere

4.2.4 I “modi” del trattenimento e i dubbi di costituzionalità

4.3 I poteri del giudice della convalida dell’accompagnamento e del trattenimento

4.4 Le misure alternative al trattenimento

5. L’ordine di allontanamento del questore

6. Il trattenimento dei richiedenti protezione internazionale

6.1 Il trattenimento ex novo

6.2 Due diverse nozioni di rischio di fuga

6.3 Il richiedente è già al CIE quando presenta la domanda

6.4 Gli aspetti procedurali

6.5 Durata delle procedura accelerata e riflessi sul trattenimento

6.6 La proroga del trattenimento in caso di ricorso giurisdizionale contro la decisione della commissione

6.7 Un trattenimento “speciale” per i richiedenti asilo?


 

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